“I dati allarmanti dell’Istat sulle violenze contro le donne avrebbero dovuto spingere il Governo a prevedere un intervento realmente strutturale e di ampio respiro, non limitato solo a inasprire le pene o introdurre nuove fattispecie di reato. L’ultimo disegno di legge sul femminicidio è incompleto perché non affronta la questione nella sua interezza: se da un lato è fondamentale tutelare le vittime e punire i colpevoli, dall’altro è altrettanto necessario intervenire sulle radici culturali e sociali della violenza di genere.”
Cosí la co-portavoce di Europa Verde ed esponente di AVS Fiorella Zabatta sul DdL Femminicidi, che prosegue:
“Che si tratti di finanziamenti adeguati ai centri antiviolenza e alle case rifugio, di programmi di educazione affettiva nelle scuole o di formazione mirata delle forze dell’ordine, dei magistrati e degli operatori, manca ancora una volontà politica forte di combattere la mentalità patriarcale che alimenta questi crimini. Senza questi strumenti, ogni legge rimane monca: la vita delle donne si difende anzitutto prevenendo la violenza, non solo punendola a posteriori.”
“E il fatto che persino nello sport – come dimostrato dagli insulti sessisti rivolti a un’arbitra di basket a Motta di Livenza, proprio in occasione della Giornata Internazionale della Donna – permanga una cultura maschilista la dice lunga su quanto sia urgente un cambiamento radicale. Non basta la repressione: la vera sfida è costruire un futuro in cui donne e uomini godano degli stessi diritti, del medesimo rispetto e delle stesse opportunità, senza dover temere violenze o discriminazioni. Solo così si potrà evitare che le donne restino intrappolate in contesti di sopraffazione, libere di costruirsi un avvenire dignitoso e autonomo.” Conclude Zabatta.


