“Dal ministro Tajani abbiamo ricevuto una risposta pilatesca. Non possiamo consentire che gas e petrolio, sotto la giurisdizione del popolo palestinese, possano essere venduti dallo stato di Israele all’Eni. Sarebbe un fatto inaccettabile che Eni, partecipata al 32% dallo Stato italiano, venga coinvolta in operazioni che violano il diritto internazionale e che alimentano ingiustizie nei confronti del popolo palestinese. Ricordiamo che secondo l’articolo 55 della convenzione dell’AIA, tali risorse non possono essere utilizzate per tornaconto economico da parte dello Stato di Israele, ma devono essere lasciate allo stato occupato”.
Così, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, a seguito della risposta del Ministero degli esteri Tajani alla sua interrogazione.
“Il governo italiano rinuncia a difendere i diritti del popolo palestinese nel mare di Gaza, popolo che oltre alle devastazioni dei bombardamenti non può subire un atto predatorio sulle proprie risorse naturali. Oggi il governo Meloni ha detto che non può fare nulla, mentre avrebbe dovuto dire no a Eni e tutto ciò accade mentre quasi 30 mila civili palestinesi sono morti nei bombardamenti”.


