L’Italia perde 5 km di costa all’anno, un’emergenza ambientale che nessuno può ignorare

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I dati presentati quest’oggi da Ispra in merito all’occupazione artificiale delle coste italiane sono tanto eloquenti quanto drammatici: negli ultimi 20 anni sono andati persi 5 chilometri di costa naturale all’anno a causa della costruzione di nuove strutture artificiali.

Si tratta di una vera e propria emergenza ambientale, che questo governo non può più ignorare”. Lo affermano in una nota i co-portavoce di Europa verde Eleonora Evi e Angelo Bonelli. “Alle opere antropiche, che ad oggi occupano ben il 13% dei circa 8.300 Km della linea di costa italiana, si uniscono i rischi causati dalle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, che stanno inasprendo ancora più drammaticamente il fenomeno dell’erosione delle nostre coste. Con le coste più cementificate d’Europa, su cui sono state realizzate 160 milioni di metri cubi di cemento, può questo Governo continuare a favorirne l’occupazione piuttosto che recuperarle dal punto di vista ambientale?” aggiungono.

“Ricordiamo che in Parlamento c’è chi vorrebbe fare un grandissimo favore ai balneari, che già pagano pochissimo con le concessioni: lo Stato incassa solo 100 milioni di euro a fronte di un fatturato annuo di 15 miliardi di euro. Questi sono privilegi che andrebbero eliminati. Auspichiamo che si rispetti la Bolkestein, perché i canoni di concessione sono esigui, francamente non sostenibili”, concludono Bonelli ed Evi.