Germania dice NO a gas e nucleare in tassonomia. Italia assente

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“Mentre anche la Germania annuncia che voterà contro la tassonomia europea, dichiarandosi quindi contraria all’inserimento di gas e nucleare come investimenti verdi, il Governo italiano è completamente assente nella battaglia sulla transizione ecologica per abbassare il costo delle bollette, ma è attento agli interessi delle grandi lobby petrolifere e nucleariste,” così in una nota stampa Eleonora Evi ed Angelo Bonelli, co-portavoce nazionali di Europa Verde, che aggiungono:

“Il nostro Paese sembra distinguersi soltanto per i continui proclami del Ministro Cingolani, che indebitamente usurpa il Ministero della Transizione ecologica proponendo, di fatto, un anacronistico ritorno alle fonti fossili. È tempo che anche l’Italia chiarisca una volta per tutte la sua posizione su gas e nucleare, senza imbarazzanti balbettii e colpevoli omissioni. Non è accettabile una mancanza assoluta di strategia del nostro Paese che, diversificando l’acquisto di gas verso altri Paesi, si limita a far uscire dalla porta un problema che rientra dalla finestra, creando una nuova dipendenza e andando a ripetere lo stesso meccanismo perverso che ci ha legati a filo doppio alla Russia, condannando le famiglie al pagamento di bollette salatissime”.

“Tutto questo, mentre sul fronte delle rinnovabili continua il solito attendismo e restano al palo 200 GW di progetti bloccati, mentre la Germania, sempre lei, prevede di soddisfare, entro il 2035, il 100% del suo fabbisogno energetico attraverso le rinnovabili. Il Governo italiano decide di portare a Bruxelles la posizione delle imprese fossili del gas, che hanno il solo obiettivo di sfruttare al massimo il valore dei loro impianti. E Cingolani dimostra una volta di più che gli interessi delle imprese energetiche hanno priorità sulle richieste della finanza, delle imprese slegate dalla filiera gas, dei sindacati e della società civile. Chiediamo al Ministro Cingolani di farsi da parte. I drammatici eventi di questi mesi gridano a gran voce che non c’è più tempo da perdere, né spazio per i tecnici senza visione politica,” concludono Evi e Bonelli.