“Il Governo ha dato parere favorevole alla nostra mozione, ora si mobiliti quanto prima con iniziative che diano sistematicità alle attività dei Corpi Civili di Pace e del Servizio Civile Ambientale”.
Queste le parole del deputato di Europa Verde-Verdi Europei Devis Dori, che oggi, a nome della componente, ha presentato la mozione all’Aula della Camera.
“Il dibattito di queste settimane è stato tutto incentrato sugli strumenti di guerra, cioè le armi, ha proseguito, – perché purtroppo questo Governo e la maggioranza che lo sostiene non sanno come affrontare un conflitto se non imboccando la falsa scorciatoia delle armi, scorciatoia che porta solo al baratro, costringendo in modo inquietante il nostro Paese a investire in armi, fino al 2% del PIL, riducendo al contempo le risorse destinate a scuola e sanità”.
“Al contrario, con questa mozione, sottoscritta anche da colleghi di altri gruppi, – ha spiegato Dori, – Europa Verde ha voluto dare il proprio contributo per individuare due strumenti di pace: anzitutto chiediamo di puntare sui Corpi Civili di Pace, un progetto interno al Servizio Civile Universale, limitato per ora a 500 giovani volontarie e volontari, da impegnare in azioni di pace nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto; considerato inoltre che pace e ambiente sono strettamente connessi, nella mozione abbiamo chiesto di puntare non solo sui Corpi Civili di Pace, che vanno allargati, rinforzati e messi a sistema, ma anche di estendere a nuovi settori di intervento e a nuovi ambiti, i progetti offerti dal Servizio Civile Ambientale, andando oltre la fase sperimentale, per incrementarlo già dal prossimo Piano triennale, aumentando i posti per gli operatori che decidono di impegnarsi in tale ambito d’intervento”.
“I Corpi civili di pace e il Servizio civile ambientale hanno bisogno di coraggio e di maggiori risorse per rinforzare una pace positiva, intesa come cessazione della violenza e come affermazione dei diritti umani e del benessere sociale, anche in vista di una ripartenza davvero green per il futuro delle prossime generazioni. La pace, – ha concluso Dori, – non può essere improvvisata, va costruita nel tempo: per questo motivo, pensiamo che un Paese come l’Italia debba aumentare i suoi investimenti su strumenti costruttivi e non distruttivi”.


