“Ancora una volta rimaniamo senza parole di fronte a chi si è installato al Governo con la promessa di voler realizzare la transizione ecologica e poi ha sfruttato pandemia e guerra per andare ostinatamente nella direzione opposta, come accaduto con il Decreto Energia. Dare la possibilità, a impianti già fortemente inquinanti come i cementifici, di poter produrre energia attraverso la combustione di rifiuti, in deroga ai vigenti atti autorizzativi, e bocciare l’ordine del giorno con cui, insieme ai colleghi di Europa Verde, Romaniello, Menga, Romano e Siragusa, chiedevo l’impegno del Governo ad abrogare tali deroghe in un futuro provvedimento è disarmante”.
Così, in una nota, l’on. Devis Dori, a nome della componente Europa Verde-Verdi Europei alla Camera dei Deputati.
“Numerosi studi scientifici, – prosegue, – dimostrano come la combustione di rifiuti nei cementifici comporti una variazione della tipologia emissiva di questi impianti, in particolare in merito all’emissione di diossine, composti organici clorurati e metalli pesanti, come il mercurio, enormemente pericolosi per la salute umana, oltre che per l’ambiente. Era così difficile, anziché andare ad aggravare una crisi climatica che è anche sanitaria, prevedere investimenti e semplificazioni nel rilascio di autorizzazioni per l’installazione di energie rinnovabili?”
“In questa direzione, noi di Europa Verde avevamo presentato un emendamento al DL Energia su cui abbiamo dovuto prendere atto della contrarietà del Governo. Di fronte alle difficoltà che l’aumento dei prezzi di energia e gas hanno provocato alle famiglie e alle imprese italiane, e di fronte al dramma della guerra – conclude Dori, – troviamo scandaloso e ipocrita che si continui a bloccare le rinnovabili, tenendo ancora l’Italia legata alla dipendenza dalle fonti fossili, prime responsabili di quanto sta avvenendo”.


