“È inaccettabile che, dopo l’aumento delle spese per armamenti al 2% del PIL, nell’arco temporale del DEF 2022-2025, si prospetti un taglio dello 0,5% del PIL delle risorse destinate alla scuola, già drammaticamente al di sotto della media europea, come se la scure della politica degli anni precedenti non abbia già penalizzato abbastanza gli insegnanti ma soprattutto gli studenti, cittadini di domani. La visione miope di Draghi e del suo Governo fa dell’Italia un Paese che non investe nell’istruzione e che rinuncia al futuro e al benessere sociale”.
Così, in una nota, Angelo Bonelli e Eleonora Evi, coportavoce nazionali di Europa Verde, che proseguono: “Questi tagli non possono essere scaricati ancora una volta sui giovani: è eticamente inammissibile. Bisogna invece investire affinché transizione ecologica, tecnologica e digitale divengano realtà attraverso una formazione rinnovata e rivolta alla creazione di nuove professionalità. Un Paese che non coltiva l’istruzione dei suoi giovani – concludono Bonelli ed Evi, – è un Paese destinato a non avere futuro”.


