DEF: sia indirizzato alla cura della società anziché a corsa al riarmo

DEF

“È una bestemmia definire il Documento di Economia e Finanza di quest’anno ‘DEF di guerra’ incentivando la corsa al riarmo. Il DEF di quest’anno, al contrario, dovrebbe essere orientato alla cura della nostra società dalle cicatrici che ci hanno afflitto negli ultimi anni e che ci stanno affliggendo proprio ora. Deve affrontare la questione della crisi climatica, dell’assenza degli investimenti nella ricerca, nell’università e nell’istruzione, dell’assistenza ai più deboli”. Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa Verde, Angelo Bonelli.

“Ricordiamo che i 27 Paesi dell’Unione Europea – prosegue – già oggi, secondo i dati SIPRI di Stoccolma, spendono 233 miliardi di dollari l’anno in spese per armamenti: più del triplo di quello che spende la Russia. In questi anni, le spese militari sono cresciute del 9,6%: si tratta di una scelta eticamente inaccettabile di fronte alla grave crisi sociale e ambientale”. “Trovo assurda, – prosegue l’ecologista, – la deriva bellicista su cui si sta incamminando il Paese, a tal punto che si propone l’esenzione Iva sulla cessione di armi tra Paesi Ue, un vero e proprio regalo all’industria degli armamenti. Si continua a fare la voce forte con i deboli e la voce debole con i forti. A riprova di questo, basta pensare che sul furto degli extraprofitti di 40 miliardi di euro delle compagnie energetiche non si sta facendo nulla mentre quei soldi dovrebbero essere restituiti agli italiani che stanno pagando a caro prezzo l’energia. Chi insiste sulla definizione di ‘DEF di guerra’, – conclude Bonelli, – è fuori dalla storia e contro gli interessi dell’Italia e dei cittadini”.