Ripristinare la natura ora. Patuanelli cede alle pressioni delle lobby

ripristinare la natura

“Insieme ai miei colleghi dei GREENS/EFA ho scritto alla Commissione perché venga adottata al più presto una legge europea forte e ambiziosa per il ripristino della natura”.

Lo ddichiara l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, che aggiunge: “In particolare in questo momento storico è necessaria fermezza rispetto agli obiettivi climatici e di tutela della biodiversità proposti dall’UE, pertanto non è ricevibile la proposta del Ministro Patuanelli di incrementare le produzioni agricole utilizzando anche le superfici destinate alla natura. In questo modo, infatti, si andrebbe ad aumentare l’uso di pesticidi chimici, impattando fortemente sulla già devastante emergenza ecologica, oltre che sulla salute delle persone.

Come Europa Verde contestiamo fortemente la proposta di Patuanelli di una sospensione temporanea della Politica Agricola Comune (PAC) che prevede dal 2023 timidi passi per legare l’erogazione dei fondi a un rispetto più stringente degli impegni di sostenibilità ambientale, tra i quali l’aumento delle superfici biologiche e la riduzione di pesticidi e fitofarmaci.

Alla vigilia della revisione della Direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi (Sud), che sarà pubblicata dalla Commissione europea il prossimo 23 marzo, per concretizzare gli obiettivi del piano Farm to Fork, le dichiarazioni del Ministro Patuanelli destano grande preoccupazione, soprattutto in virtù del nuovo rapporto curato da Corporate Europe Observatory, secondo cui le lobby dei pesticidi stanno cercando di approfittare di questo drammatico momento per mettere in crisi le politiche europee sulla sostenibilità e la protezione della biodiversità.

Non è questo il momento di cedere alle tattiche ingannevoli delle lobby dell’agro-chimica, perché distruggere i nostri già fragili ecosistemi e quel che resta delle aree di interesse ecologico non è una soluzione, ma costituisce, anzi, parte del problema.

La soluzione risiede invece nella riorganizzazione del nostro sistema alimentare, secondo gli obiettivi stabiliti dalla Farm to Fork, prevedendo un incremento dell’uso delle tecniche di agricoltura biologica e agro ecologia e utilizzando al meglio i terreni inutilizzati.

È vergognoso che la guerra in Ucraina e la crisi alimentare vengano strumentalizzate per favorire le solite lobby, invece di rappresentare una spinta propulsiva per rendere la nostra produzione alimentare indipendente da combustibili fossili, pesticidi e fertilizzanti, limitando il consumo di carne ed eliminando gli allevamenti intensivi e le conseguenti massicce importazioni di mangimi”, conclude Evi.