Da Draghi vorremmo sapere perché non tassa gli extra-profitti

Draghi

“In relazione alla situazione drammatica che stiamo vivendo, ci saremmo aspettati che il premier Draghi, nel corso del question time alla Camera dei Deputati, avesse detto qualcosa sugli enormi profitti generati dall’aumento del prezzo del gas e sulla ragione per la quale il prezzo di acquisto del gas russo viene gestito come se fosse un segreto industriale”.

Così, in una nota, i co-portavoce nazionali di Europa Verde, Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, che proseguono: “Sappiamo che i due terzi dei contratti stipulati dalle compagnie italiane per l’acquisto del gas sono su base pluriennale: ciò significa che l’acquisto è stato realizzato in un periodo antecedente al periodo dell’attuale guerra. Che lo Stato intervenga con risorse significative, per un totale di 16 miliardi per arginare l’aumento del prezzo è sicuramente un fatto positivo ma si tratta di risorse che prima o poi pagheranno gli italiani tutti. Alla luce di ciò, non si capisce la ragione per la quale ancora oggi il Governo non tassi gli extra-profitti derivanti dall’aumento del prezzo del gas che, nel 2021, erano pari a 4 miliardi e, nel 2022, in relazione all’aumento stratosferico del prezzo del gas, supereranno abbondantemente i 14 miliardi di euro, se non raggiungeranno addirittura i 20. Perché Draghi non tassa questi extra-profitti, così da ottenere risorse per finanziare le famiglie e le PMI in ginocchio? Perché finora non è stato adottato un provvedimento di questo tipo?”

“Il premier, – proseguono i due ecologisti, – giustamente si lamenta di una politica energetica sbagliata, che ha ha condotto alla dipendenza dell’Italia esclusivamente dal gas russo negli ultimi 10-15 anni. Sarebbe interessante sapere chi sono i responsabili di questa politica energetica sbagliata. Temiamo, però, che coloro i quali hanno fallito finora siano ancora ai loro posti, a partire dalla guida dell’ENI. Siamo assolutamente d’accordo con Draghi quando avverte la necessità di semplificare sulle rinnovabili: lo diciamo da tempo e aspettiamo di leggere le sue proposte. Rileviamo però che, da un anno a questa parte, abbiamo visto ben poco dal Ministro della Transizione ecologica, Cingolani. Ci sia consentita un’ultima puntualizzazione sull’intervento del Presidente del Consiglio alla Camera: Draghi, – concludono Bonelli ed Evi, – parla di periodo di guerra, noi pensavamo e ci eravamo illusi che la guerra dovesse essere quella contro il cambiamento climatico. Evidentemente non era così”.