Dichiarazione di voto finale del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, recante disposizioni in materia di termini legislativi (c.d. mille proroghe)
Grazie Presidente,
mi spiega cosa ci sto a fare qui io? Cosa ci stiamo a fare, qui noi parlamentari? Visto che, chiedendo la fiducia su un provvedimento così importante, ancora una volta si è ridotto e svilito il nostro ruolo di parlamentari O forse si pensa che siamo qui solo per dire sì o no, senza poter confutare, senza poter dare dialetticamente il nostro contributo, senza poter svolgere quel ruolo per il quale siamo stati eletti? Lo hanno già ricordato ieri tanti colleghi e colleghe di opposizione nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia alla conversione di questo decreto, noi protestiamo per la mancata condivisione delle prospettive che dovremmo offrire al Paese. Noi protestiamo perché non riusciamo a fare il nostro lavoro.
“È cruciale il ruolo del Parlamento, come luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono.” Forse vi ricorderete che proprio qui, in questa aula il Presidente Mattarella, con queste parole, sollecitava un maggior coinvolgimento del Parlamento nelle scelte legislative come, tra l’altro, previsto dalla nostra Costituzione.
Ma come fa, un Governo che è sostenuto da una così ampia maggioranza, a chiedere per ben 34 volte la fiducia (verificare), stroncando il dibattito parlamentare?
Ma mi lasci evidenziare anche la discutibile gestione da parte della maggioranza e del Governo sulla conversione di questo provvedimento. Una gestione poco trasparente dal punto di vista metodologico. Un iter travagliato fatto di aggiunte last minute, di commissioni convocate a notte fonda, di un Governo che va sotto 4 volte in commissione, di decisioni prese in modo poco limpido, di emendamenti dichiarati inammissibili e poi ritenuti ammissibili senza alcuna spiegazione.
Poi c’è il merito del provvedimento. Ci sono motivi seri per i quali abbiamo scelto di votare contro questo decreto, e vi diamo conto di alcuni di questi.
Troviamo assurda la proroga dell’entrata in vigore del divieto di sperimentazione sugli animali, previsto, tra l’altro, da norme di una legge dello Stato che di fatto vengono congelate e i cui effetti entreranno – forse – in vigore tra un decennio. Una presa in giro delle Istituzioni a sé stesse che continuano ad autorizzare test tanto crudeli quanto inutili. Esistono delle alternative che vengono adottate in molti altri Paesi, dove i ricercatori sperimentano con successo tecniche innovative che superano l’utilizzo e lo sfruttamento degli animali, uno sfruttamento che nel 2022 non è più accettabile e concepibile.
Altro tema su cui si torna indietro riguarda l’utilizzo dell’olio di palma nel diesel, la promessa dello stop dal 2023 viene meno. Tuttavia, ogni due secondi, nel mondo, un’area di foresta grande come un campo da calcio viene rasa al suolo. L’80% della distruzione delle foreste è causata dalla produzione intensiva di olio di palma e di altre materie prime. Quindi noi non importiamo una materia prima, importiamo deforestazione. Ma ci mettiamo in bocca parole come “transizione ecologica” o altre locuzioni pop, che non si curano della distruzione delle foreste per l’uso dell’olio di palma, ma ci fanno sembrare sensibili al tema. Questo si chiama Greenwashing.
E poi, puntali come ogni anno ritroviamo una marea di provvedimenti che nulla centrano con il decreto in esame. Non mancano mai, infatti, LE MARCHETTE.
Dalla proposta di rafforzare il settore dell’ippica con una norma ad hoc, all’iniziativa del presidente di una squadra di calcio, a sostegno delle società sportive. E ancora: qualche misura qua e là, di interesse locale, proroghe e interventi speciali sui territori. Che poi, vai a vedere se corrispondono a quelli d’elezione.
E non poteva di certo mancare il favore alla lobby del colosso del tabacco.
Ebbene, alla British American Tabacco, multinazionale del fumo che sta impiantando un suo presidio industriale a Bagnoli della Rosandra, in provincia di Trieste, viene autorizzata la vendita di un nuovo prodotto a base di nicotina, venduta in sacchetti da mettere direttamente sotto le labbra, e determinata quale tassa applicare.
Una novità sulla quale il Parlamento dovrebbe essere informato, se non altro per gli aspetti sanitari, ma sapienti manovre hanno evitato qualunque ostacolo includendo la pratica nel decreto Milleproroghe, confuso tra le norme sulla tassazione delle sigarette elettroniche.
Uno schiaffo alle nostre imprese che sono senza regolamentazione, mentre i colossi vengono ampiamente favoriti.
Nel decreto ritroviamo anche delle misure condivisibili come il tanto sollecitato bonus psicologo, sparito dalla legge di bilancio e ora introdotto, anche se come intervento di risposta estemporanea a carattere emergenziale piuttosto che come intervento strutturale in grado di potenziare veramente l’assistenza a tutela della salute mentale.
Ma il problema, purtroppo, resterà, se non vi sarà un seguito, perché il crescente disagio registrato nel nostro Paese a causa della pandemia e dei fenomeni collegati non si esaurirà con un bonus.
Fortunatamente, inoltre, non viene approvato l’articolo che prevedeva una rivisitazione delle norma sull’utilizzo di una parte dei fondi sequestrati per l’Ilva, la cui destinazione rimane da destinare per le bonifiche. Ma fa rabbrividire che vi siate trovati ad un passo dall’accettare che le risorse destinate alle bonifiche delle aree contaminate dello stabilmente ex-Ilva di Taranto venissero dirottate a scopi diversi dagli interventi necessari.
In questo delicato momento i cittadini hanno bisogno di risposte e azioni concrete da parte delle Istituzioni e questo provvedimento, a nostro avviso, nonostante alcune misure decenti, nonostante alcune proroghe utili, per i motivi precedentemente esposti è un’altra occasione sprecata per fare gli interessi dei cittadini e delle cittadine, dell’ambiente e degli animali, così come dell’idea stessa di equità e buona politica.
Per questi motivi, noi di Europa Verde – Verdi Europei voteremo contro questo provvedimento.


