Corruzione. Il caso Sabaudia evidenzia una situazione incancrenita

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“L’indagine che ha portato oggi all’arresto di 16 persone, tra cui la Sindaca di Sabaudia, è molto grave, a maggior ragione perché coinvolge degli amministratori locali per cui il bene comune dovrebbe essere faro dell’azione amministrativa. D’altronde, il Governo, continuando a prorogare l’entrata in vigore della direttiva Bolkestein, si fa portatore di una cultura sbagliata che vede le spiagge italiane non come un bene della comunità ma come proprietà di qualcuno, utilizzate e sfruttate in regime di monopolio da famiglie che se le tramandano di padre in figlio, come se fosse una monarchia”.

Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa verde, Angelo Bonelli, insieme ai due co-portavoce del Lazio, Filiberto Zaratti e Simona Saraceno.

“Apprendiamo, – proseguono i tre ecologisti, – che tutte le 45 attività balneari presenti sul lungomare di Sabaudia avrebbero goduto di favoritismi e privilegi all’interno del Comune. Quanto è avvenuto scoperchia un vaso di Pandora ed evidenzia una situazione ormai incancrenita che non è tollerabile e a cui lo Stato- concludono Bonelli, Zaratti e Saraceno – dovrebbe far fronte, obbligando i Comuni a bandire delle gare e vigilando attentamente attraverso un coinvolgimento più rigoroso dell’Autorità nazionale anticorruzione“.