Trivelle: Europa verde, caduto ultimo tabù, Cingolani lasci

Trivelle

Con l’approvazione del PITESAI da parte del MITE, con il quale si da il via alle trivellazioni, si compie l’omicidio perfetto del ministro Cingolani al clima. Invece di pensare ad attuare il PNRR, sostenendo immediatamente le fonti rinnovabili e sollecitando tutte le autorizzazioni legate a questo settore, approva un piano che sospende la moratoria sulle estrazioni di idrocarburi nel nostro Paese. La cosa gravissima è che l’aumento delle estrazioni non avrà alcun effetto sulle bollette poiché il gas è comunque poco e viene immesso sul mercato internazionale, tra l’altro con costi proibitivi delle tecniche di estrazione che porteranno il prodotto ad avere lo stesso prezzo di mercato di quello attuale.

Come può il Ministro delle Finzione Ecologica sostenere che la lotta contro il caro bollette passi per lo sfruttamento dei nostri giacimenti? E che transizione ecologica sarebbe quella che incrementa l’utilizzo delle fonti fossili? Invece di assecondare la lobby dei fossili, il Ministro dovrebbe emanare immediatamente decreti che consentono di sbloccare i i 110 GW, 95 in Alta Tensione, 10 in media tensione di progetti per le rinnovabili in attesa di approvazione. Dopo aver completamente rimosso dai piani del ministero temi come gli ecoreati, il consumo di suolo, della terra dei fuochi, l’acqua come bene comune, cade anche il baluardo delle trivelle. Ecco l’ultimo capolavoro di Cingolani del quale torniamo a chiedere con forza le dimissioni, perchè non ha curato gli interessi dell’Italia nè delle famiglie delle imprese italiane, snaturando completamente un ministero che ormai non ha più nulla a che fare con ambiente e transizione ecologica.

Così in una nota i co-portavoce nazionali di Europa Verde Angelo Bonelli e Eleonora Evi.