Ponte sullo Stretto. Giovannini annuncia l’ennesimo sperpero

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Prendiamo atto del cambio di posizione del Ministro Giovannini che, da presidente dell’Asvis, era nettamente contrario al Ponte sullo Stretto. Si continua a mantenere in vita l’idea di realizzare un’opera che ha consentito a tanti studi di progettazione di arricchirsi con i soldi degli italiani: a oggi, infatti, è stato speso quasi un miliardo di euro tra consulenze e progettazioni da quando si parla del Ponte sullo Stretto. Il Ministro Giovannini ha la grande responsabilità di non essere riuscito, nel PNRR, a trasformare questo piano in un grande investimento sull’infrastruttura del trasporto pubblico locale e regionale. Il PNRR, infatti, prevede la sostituzione di un misero 11% dei treni regionali, ossia poco più di 50 treni, su un totale di 456, di cui la metà ancora alimentata a diesel.

Il Sud di cui parla Giovannini è un Sud che ancora va con le littorine, che impiegano sette ore per condurre i passeggeri a Taranto o a Reggio Calabria, riempiendo i vagoni del fumo derivante dalla combustione del gasolio. È il segnale di un ritardo infrastrutturale dovuto alla miopia di chi non riesce a dare priorità negli investimenti infrastrutturali del trasporto, privilegiando opere faraoniche che presentano gravi problematiche strutturali derivate dall’elevato rischio sismico dell’area dello Stretto di Messina.

Ma il grande tema, oggi, è che il Ministro Giovannini non affronta e, anzi, intende proseguire questo sperpero di denaro pubblico per rifinanziare studi di fattibilità mentre la depurazione del centro-sud è carente, come certificato dalla condanna della Corte di Giustizia Europea; mentre l’acqua potabile si disperde per oltre il 50% e, in alcune zone, ancora non arriva.

Angelo Bonelli
Eleonora Evi