Dossier Nucleare. Cingolani tenta un golpe energetico nell’indifferenza del Parlamento

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Il ministro Cingolani, senza alcun mandato del Parlamento, ha detto sì al nucleare nella tassonomia verde EU. Questo vuol dire che l’industria nuclearista francese, fortemente indebitata, potrà prendere i soldi dei fondi pubblici europei sulla sostenibilità: una vergogna inaudita. E ancor più inaudito è che il ministro ignori il fatto che in Italia ci siano stati ben due referendum che hanno detto no al nucleare.

Questo è un modo per non intraprendere una politica climatica vera e affossare le rinnovabili. L’Italia non vuole fare come il governo rosso-verde in Germania, che punta fortemente sulle rinnovabili. Siamo estremamente preoccupati dal totale immobilismo delle forze politiche in parlamento, che tacciano al cospetto di questo golpe energetico voluto da Cingolani.

Invitiamo il PD a guardare al governo tedesco, che ha annunciato l’addio al nucleare e punta sul soddisfacimento di almeno l’80% del fabbisogno energetico nazionale da fonti rinnovabili entro il 2030. Chi dice che i reattori ora sono più sicuri sostiene falsità, perché la tecnologia non risolve i problemi di sicurezza e di smaltimento delle scorie.

Chiediamo le dimissioni di Cingolani – hanno dichiarato Angelo Bonelli e Eleonora Evi – perché non sta attuando la transizione ecologica. Abbiamo lanciato una petizione e invitiamo i cittadini a firmarla.

FIRMA LA PETIZIONE

Si unisce alle dichiarazioni dei due leader verdi, Patrizia Sterpetti, presidentessa di Wilpf Italia:

È incredibile che in questo momento storico, dove da molte parti sociali c’è un’attenzione ritrovata verso la sostenibilità, la riconversione ecologica e il lavoro verde questo progetto del PNRR sia stato condiviso solo con una parte dell’industria. Con la nostra associazione, insieme a 4 Nobel per la pace, stiamo lavorando perché l’Italia ratifichi il trattato di proibizione degli ordigni nucleari. Nonostante l’enorme pericolosità del nucleare, in Italia c’è ancora tanta reticenza nel denunciarlo e prenderne le distanze.

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