Decreto incendi dopo 160 mila ha andati in fumo, ripristinare Corpo forestale dello stato

Incendi
I correttivi e le pezze del Governo attraverso il decreto incendi non coprono il vuoto operativo lasciato dal Corpo forestale e, come nella migliore tradizione negativa italiana, il decreto arriva soltanto alla fine della stagione estiva e di pericolosità degli incendi, dopo che sono andati in fumo oltre 160 mila ettari. Il dramma degli incendi non si affronta frammentando le competenze tra diversi organi di Stato come Vigili del fuoco e Carabinieri ma ripristinando il Corpo forestale dello Stato.
Come sottolineato nella nota pubblicata dalla FeRFA, che condividiamo pienamente, l’Italia aveva un prezioso strumento di lotta contro gli incendi boschivi, rappresentato dalle 1200 strutture del Corpo forestale dello Stato, con i 7700 agenti che avevano la perfetta conoscenza del territorio ed intervenivano con tempestività sugli incendi coordinando uomini e mezzi.
Una politica miope e senza scrupoli, anziché puntare sul controllo e la prevenzione, ha semplicemente pensato di ignorare il problema, cancellando queste risorse preziosissime. La Sezione centrale della Corte dei Conti, considerando solo i costi di funzionamento ed escludendo quelli principali, ha certificato un risparmio di 10 milioni di euro. Solo per il 2021, il costo in termini di danni di questa drammatica stagione di incendi è a quota 3 miliardi di euro.
Accogliamo positivamente che la nostra proposta sui poteri sostitutivi da esercitare sui comuni inadempienti sul ‘catasto incendi’ è stata accolta dal momento che, come avevamo più volte denunciato, il 44% dei comuni non aveva fatto richiesta nel 2020.
L’Italia deve assolutamente rimediare allo smembramento del Corpo Forestale dello Stato e istituire un corpo di polizia ambientale che abbia funzioni di prevenzione, non solo nella lotta agli incendi, ma anche a difesa del patrimonio ambientale nostrano”.
Angelo Bonelli
Alessandro Cerofolini