Ponte sullo Stretto. Questo è un Governo Berlusconi fuori dal tempo

ponte sullo stretto

Quando è successo che il “Governo dei migliori” si è trasformato nel peggior Governo Berlusconi di sempre? E dov’è Beppe Grillo che, a febbraio di quest’anno, aveva posto il veto sulla nascita del Governo Draghi, annunciando la disponibilità del M5S solo a patto che la transizione ecologica fosse il perno attorno al quale far ruotare tutta l’azione di Governo? In questi mesi abbiamo assistito a giravolte degne dei migliori acrobati, l’ultima delle quali è quella del Ministro Giovannini che, solo qualche ora fa, ha rivelato alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera il cronoprogramma per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, sottolineando come l’opera non sia ancora stata accantonata e come lo sviluppo sostenibile per cui ha lungamente lavorato sia solo un lontano ricordo.

Dopo una riforma della Giustizia che non affronta il problema dei reati ambientali, in particolare quelli per disastro ambientale; dopo un decreto Semplificazioni che agevola il consumo di suolo e non dà garanzie sulla reale valutazione dell’impatto delle opere; dopo un PNRR del tutto inadeguato, senza visione, senza investimenti reali sul trasporto pubblico, sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica, sulle reti idriche e fognarie; dopo dichiarazioni sconcertanti contro il già cauto Fit for 55 dell’UE, contro l’auto elettrica e la transizione ecologica in generale, il sigillo di garanzia su questo Governo Berlusconi fuori dal tempo è il Ponte sullo Stretto di Messina un’opera che è già costata solo per fantasiosi studi e progetti quasi 1 miliardo di euro.

Siamo semplicemente esterrefatti di fronte alla scelta di questo Governo di resuscitare opere faraoniche che sono già costate quasi un miliardo di euro solo per fantasiosi studi e progetti. Per rimettere in moto l’economia e avviare quegli atti di cura di cui questa nostra Italia martoriata ha estremo bisogno, non si possono sottrarre risorse a investimenti cruciali per realizzare l’ennesima cattedrale nel deserto, per di più in una delle aree più sismiche del Mediterraneo.

Angelo Bonelli ed Eleonora Evi