Il Ministro che ignora i costi della crisi climatica

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L’Europa va sott’acqua per le forti alluvioni pagando un duro prezzo in termini di vite umane perse e di persone disperse, la crisi climatica si manifesta sempre più violentemente e in Italia c’è chi, come il ministro Cingolani, pensa che la transizione ecologica sia un bagno di sangue o che faccia chiudere le fabbriche di auto della motor valley italiana.

Il PNRR del governo Draghi, insieme al decreto Semplificazioni, non sta preparando il nostro Paese alla transizione ecologica e alla cura del territorio, ma a colate di cemento con l’alibi della ripresa economica, mentre sono previsti solo 2,49 miliardi di euro su 230 per interventi per la gestione del rischio alluvione e la riduzione del rischio idrogeologico e il consumo di suolo procede a ritmi di 2 mq/al secondo, come riportato dal report Ispra di tre giorni fa.

Dai dati dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia, ci sono state 620.808 frane che interessano un’area di 23.700 km/q, pari al 7,9% del territorio nazionale, mentre la superficie complessiva delle aree a pericolosità da frana è pari al 19,9% del territorio nazionale, alle quali occorre poi aggiungere circa 41.000 Km/q di aree a pericolosità idraulica e a rischio alluvioni.

Secondo lo studio Natural disaster in Italy: evolution and economic impact realizzato dal dott. Pietro Lazzaretto nella sua tesi all’Università di Padova, dal 1946 fino al 2018, i costi sostenuti dallo Stato italiano e dalla collettività a causa di calamità naturali sono quantificabili in 308 miliardi di euro. L’Agenzia Europea per l’Ambiente, nel suo report di novembre 2020, ha stimato per l’Italia 56.000 decessi a causa dello smog nelle maggiori città italiane. In tutta Europa, i costi economici dello smog per il 2018 sono pari a 166 miliardi di euro secondo uno studio dell’Alleanza Europea per la Salute Pubblica: Milano, Roma e Torino hanno danni per 9,3 miliardi di euro.

Uno scienziato come Cingolani dovrebbe tenere in considerazione questi dati e non trasformare la transizione ecologica in uno scenario di terrore arrivando ad attaccare il Piano Energia e Clima della UE che è già insufficiente. Al ministro che fa la guerra all’auto elettrica, ricordo che questa riduce l’inquinamento dell’89%.

Angelo Bonelli