Ponte Stretto, una grande opera che rappresenta la mutazione genetica del M5s

Ponte sullo stretto

C’era una volta il M5S che sfilava nei cortei urlando No Ponte chiedendo i voti ai siciliani, prendendone anche tanti, o che chiedeva la chiusura delle fonti inquinanti dell’Ilva, ma con l’intervista di oggi del sottosegretario Cancelleri del M5S che dice ‘Si al ponte sullo stretto di Messina’, la mutazione genetica del movimento è completa tradendo definitivamente valori e battaglie.

A partire da quella sul ponte che sottrae oltre 7 miliardi di euro alle vere priorità dell’Italia.

Il ponte verrà finanziato con un meccanismo che gli destina fondi pubblici che si sono liberati dalle opere finanziate dal PNRR, il governo Draghi dopo aver costruito un recovery plan che non affronta la transizione ecologica perché sottrae risorse al trasporto pubblico, alla depurazione, alla dispersione delle reti idriche e alle energie rinnovabili, ora lavora per realizzare un’opera dall’impatto ambientale devastante continuando ad ignorare le emergenze del Sud del paese.

Per dare un’idea delle priorità dell’Italia con gli oltre 7 miliardi di euro iniziali che serviranno per costruire il ponte sullo stretto di Messina si potrebbero realizzare 750 km di rete attrezzata per tram e filobus rivoluzionando la mobilita’ delle aree urbane delle nostre città.

Il M5S sostiene un’opera devastante dal punto di vista ambientale in un’area ad alto rischio sismico che sottrae risorse ai treni regionali, alla depurazione ,all’acqua potabile che ancora non arriva nelle case di molti cittadini del Sud, con questo Si al ponte il M5S tradisce cittadini e transizione ecologica.

Angelo Bonelli