Abbattono il bosco per cacciare gli spacciatori, l’Italia che gira al contrario

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L’Italia gira al contrario, invece di prevenire lo spaccio di droga e di arrestare gli spacciatori si taglia un bosco dove avviene il traffico di droga: accade nel comune di Calolziocorte in provincia di Lecco. 201 alberi verranno abbattuti dall’amministrazione comunale guidata dal leghista Marco Ghezzi che è riuscita ad ottenere l’autorizzazione paesaggistica dal Parco Adda Nord per motivi di sicurezza pubblica e per contrastare lo spaccio di droga: così chi spaccia non potrà nascondersi afferma la Giunta del Comune.

La ricetta della Lega per contrastare il traffico di droga è follia pura, non è arrestare gli spacciatori – continua l’esponente dei Verdi – ma, come a Ferrara, levare le panchine dai parchi o tagliare un intero bosco, e se gli spacciatori si sposteranno in un altro bosco che si fa abbattiamo anche quello? E se si spostano nei palazzi li demoliamo?

Se tagli un bosco è il segnale che hanno vinto loro, gli spacciatori che troveranno un altro luogo dove smerciare le loro dosi di morte, è la resa dello Stato che non è in grado di assicurare alla giustizia chi spaccia e prevenire la diffusione e l’uso di droga. Meraviglia come un organismo preposto alla tutela dell’ambiente come il Parco Adda Nord abbia consentito l’abbattimento di un bosco e per questo chiederemo sull’autorizzazione rilasciata verifiche al ministero della Transizione Ecologica: abbattere i boschi sta diventando una inquietante prassi consolidata come accaduto anche nel bosco di Rogoredo.

Lo denuncia di Angelo Bonelli