Cave di marmo di Carrara. Lettera a Bulgari affinché ritiri lo spot

Bulgari

Uno spot del celebre marchio del lusso Bulgari, girato nelle Cave di marmo delle Alpi Apuane, ci ha indotti a scrivere una lettera aperta al Presidente e al CEO dell’azienda per chiedere loro di ritirare la pubblicità, mostrando così attenzione e considerazione per l’ambiente e schierandosi pertanto a favore delle Alpi Apuane.

Di seguito il testo integrale della lettera, così come pubblicata da Fanpage.

 

Lettera aperta di Europa Verde a:
Paolo Bulgari, Presidente di Bulgari
Jean-Christophe Babin, CEO di Bulgari

Gentile Sig. Bulgari, Gentile M. Babin,

vi indirizziamo questa lettera dopo aver visionato il vostro ultimo spot, quello girato nelle Cave di marmo di Carrara.

Benché non si possa che riconoscere la straordinaria bellezza delle immagini, evocative del Made in Italy di lusso che il vostro marchio rappresenta nel mondo, non possiamo esimerci dal mettervi in guardia da quello che le Cave hanno rappresentato e rappresentano per la Toscana, per l’Italia e per il mondo.

Nel film documentario canadese Antropocene – L’epoca umana, realizzato nel 2018 dai registi Jennifer Baichwall e Nicholas de Pencier insieme al fotografo Edward Burtynsky per denunciare i disastri ambientali planetari dovuti all’azione distruttiva dell’uomo, le cave di Carrara in cui è ambientato il vostro spot vengono descritte come uno dei 43 peggiori scempi ambientali compiuti dall’uomo nel mondo intero: un biglietto da visita tutt’altro che lusinghiero per la più importante azienda italiana attiva nel settore dei prodotti di lusso.

Molti, infatti, nel vasto e articolato fronte di difesa delle Alpi Apuane, devastate da oltre 300 cave per la produzione di carbonato di calcio e marmo per l’artigianato, si sono indignati davanti a un abbinamento che sembra trovare bellezza nella devastazione.

Come ecologisti, non possiamo accettare tali mistificazioni – seppur probabilmente involontarie – sulla distruzione di un ecosistema unico al mondo, hot spot di biodiversità, Geoparco globale UNESCO, che, come tale, dovrebbe essere protetto e rispettato. Non c’è davvero scusa che tenga, neanche quella della creazione di posti di lavoro, pochissimi se paragonati al danno irreversibile al territorio, alle falde acquifere e al paesaggio che saranno sicuramente le generazioni future a pagare.

Ecco, dunque, che siamo a chiedervi di ritirare lo spot. Alle ragioni appena illustrate, legate all’opportunità di abbinare il vostro marchio a un disastro ambientale di siffatta natura proprio mentre le coscienze ecologiste si stanno risvegliando in ogni angolo del mondo, ne sommiamo un’altra che viaggia su un binario speculare: quello di mostrare attenzione e considerazione per l’ambiente, schierandovi apertamente a favore delle Alpi Apuane. Questo sì che sarebbe un vero spot innovativo, per l’azienda e per l’intera umanità!

Cogliamo l’occasione di questa lettera per portare all’attenzione delle Istituzioni un’istanza che caldeggiamo da tempo e che, come la pandemia stessa ci sta dimostrando, non è più rinviabile: che si avvii da subito una transizione ecologica ed economica di questo territorio e dei molti altri territori devastati dall’inquinamento in questa nostra meravigliosa Italia.

Ringraziandovi per l’attenzione e sperando di aver toccato nel profondo le vostre anime, vi inviamo cordiali saluti,

Eros Tetti
Francesco Alemanni