L’appello di Eleonora Evi per liberare gli orsi rinchiusi nel Casteller

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In qualità di vicepresidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali, che riunisce 94 Membri del Parlamento Europeo, insieme ad altri eurodeputati ho indirizzato una lettera al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per chiedere l’immediato rilascio degli orsi catturati e richiusi nel recinto del Casteller.

L’orso bruno è una specie in pericolo critico di estinzione nel nostro Paese, legalmente protetta nell’Unione Europea dalla direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE) e dalla convenzione di Berna.

Le agghiaccianti immagini circolate in questi giorni rendono drammaticamente evidente la necessità di intervenire con tempestività nella gestione dei conflitti tra i cittadini e la popolazione di orsi residente nel territorio provinciale.

Seppur consapevole che in un Paese con un’alta densità di popolazione come l’Italia la convivenza con gli orsi possa talvolta rappresentare una criticità, l’esperienza di altri Stati dimostra come l’approccio giusto si basi sull’attuazione di strategie preventive, sull’informazione e l’educazione dei cittadini, sul controllo e la messa in sicurezza delle fonti trofiche.

Rinchiudere degli esemplari di una specie tanto minacciata nelle condizioni poste in risalto dalle immagini recentemente pubblicate non può essere certo considerata la soluzione adeguata ai conflitti che hanno determinato la cattura degli animali. Voglio ricordare che sono state sviluppate e testate tecniche altamente efficaci, in gran parte grazie ai fondi Europei, per ridurre al minimo i conflitti tra grandi carnivori e l’uomo. Inoltre, le nuove norme della Commissione Europea in materia di Aiuti di Stato nel settore agricolo consentono all’Italia di risarcire completamente gli agricoltori per i danni causati da animali protetti, come gli orsi, e di rimborsare completamente i costi degli investimenti effettuati per evitare tali danni, come l’installazione di recinzioni elettriche o l’acquisto di cani da guardia. Lavorare con un approccio ex-post è non solo fallimentare, ma seriamente rischioso per la sicurezza dei cittadini.

Gli orsi detenuti nella struttura del Casteller sono rinchiusi in piccole gabbie da cui possono uscire all’aria aperta solo un’ora al giorno e, secondo il sopralluogo eseguito dall’ISPRA, vengono continuamente bombardati da psicofarmaci.

Pertanto chiediamo con forza al Presidente della Provincia Autonoma di Trento di predisporre prima della fine dell’inverno (stagione del letargo), un piano organico che comprenda ogni aspetto che riguarda la gestione della convivenza con gli orsi, allo scopo di prevenire ogni possibile incidente futuro e rispettare gli obblighi della legislazione Europea. E contestualmente chiediamo che questi esemplari vengano immediatamente messi in libertà e reintrodotti nella natura a cui appartengono.

Eleonora Evi

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