Costa e Patuanelli responsabili del ritorno delle trivelle

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I responsabili del ritorno alle trivellazioni sono i Ministri Costa e Patuanelli che non hanno adempiuto a quanto previsto dall’art.11 ter del DL 135/2019 facendo scadere i termini della moratoria non avendo approvato il Piano previsto dalla legge da loro stessi approvata.

In questa maniera, si rischia di autorizzare nuove trivellazioni nel Mare Adriatico e nel Mare di Sicilia: una scelta antitetica e criminale rispetto alla necessità di abbandonare le fonti fossili per affrontare la crisi climatica, come anche il Parlamento ha dichiarato di voler fare approvando la mozione del 12 dicembre 2019. La legge prevedeva che la moratoria di 24 mesi sulle autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi dovesse essere finalizzata alla redazione del Piano delle aree idonee da realizzare entro 18 mesi dalla pubblicazione in GU della legge. Anche perché senza l’adozione, entro i termini di legge, di uno specifico piano, i procedimenti e le istanze di permesso riprendono efficacia entro 24 mesi, cioè a partire dal febbraio 2021.

Nei mari italiani, ci sono ancora numerosi relitti di piattaforme non produttive da smantellare, almeno 34 solo nel Mar Adriatico. Queste, insieme alle servitù petrolifere, mettono a rischio l’ambiente e i settori economici che vivono delle risorse naturali, già pesantemente penalizzate dalla pandemia. Ricordiamo che proprio il settore dell’estrazione di fonti fossili, in Italia, sopravvive artificiosamente solo grazie ai numerosi Sussidi Ambientamene Dannosi.

Tra l’altro, ci domandiamo dove siano finite le prese di posizione del M5S che, quando si parlava di trivellare le isole Tremiti, urlavano “Giù le mani dal nostro mare”. Per questo chiediamo al Governo di non respingere la norma sull’abbandono delle trivellazioni, anche per rispettare gli impegni con l’Europa che ha varato il Green Deal e deciso di impegnare ben il 37% dei fondi del Next Generation UE a favore dell’economia green.

Angelo Bonelli