Basta slogan. Il Veneto garantisca le cure ai bimbi migranti

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Di fronte all’infanzia, non può esserci discriminazione di alcun genere: è quanto ha stabilito il Tribunale di Venezia, condannando la Regione Veneto e la Ulss 3 Serenissima a garantire le medesime cure pediatriche a tutti i bimbi, anche se figli di irregolari. Ed è quanto, con forza e determinazione, chiedo alla Giunta leghista di mettere in atto, smettendola di giocare con la vita dei più piccoli solo per consolidare un vantaggio politico.

Ho presentato un’interrogazione a risposta immediata all’Assessore regionale alla Sanità e al Sociale per chiedergli di cancellare immediatamente ogni discriminazione nell’erogazione di cure mediche.

Non è la prima volta che la Regione Veneto crea cittadini di serie A e B, sulla scia di un meschino “Prima i Veneti” e, ancora una volta, come accaduto per gli asili nido, a pagarne le conseguenze sono i bambini. È un problema di etica politica, di essere “umani” prima che “animali politici” intenzionati solo a sfruttare un disservizio per ribadire il proprio slogan.

Potremmo pensarla diversamente su come gestire le politiche migratorie, su come interfacciarci con le comunità straniere presenti nel nostro territorio, nelle nostre imprese e famiglie, ma di fronte alla salute, ai più piccoli o ai malati, non può esserci slogan che tenga: bisogna dar seguito a quanto previsto dalla legge, dando la possibilità a tutti, senza distinzione di origine o religione, d’essere curati.

Cristina Guarda