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12 vittime in pochi mesi. Investire in politiche a favore delle donne

donne

? Paola, strangolata ieri a Novara dall’ex marito, l’ultima vittima di una lista troppo lunga di donne vittime della violenza maschile.

Insieme a lei, Susy, Marisa, Alessandra, Maria Angela, Viviana, Gina, Lorena, Rossella, Bruna, Barbara, Larisa: 12 donne che, tra il 4 marzo e la giornata di ieri, sono state strappate alla vita dalla furia dei loro compagni o mariti.

Non se ne pu? pi?: utilizziamo la met? del Recovery Fund per l’occupazione femminile e la promozione dei diritti delle donne.

Noi avevamo indicato fin dall’inizio del lockdown la necessit? di investire fondi per incrementare i centri di ascolto, i servizi di assistenza, per creare luoghi adatti ad accogliere le donne e i loro bambini, vittime della violenza dei loro uomini. Donne obbligate dal virus a vivere per settimane recluse con uomini che le hanno sottoposte alle peggiori vessazioni e violenze prima di ucciderle. Stiamo parlando di 12 donne vittime di femminicidio. E moltissime altre che, nel totale silenzio, hanno subito e subiscono ancora violenze, sopraffazioni, maltrattamenti.

Dobbiamo agire ora, avviando un programma di sostegno in grado di aiutare tutte le donne che non hanno il coraggio di uscire allo scoperto e di denunciare. Con #HalfOfIt, la petizione lanciata dall’eurodeputata dei Greens/EFA Alexandra Geese, abbiamo lanciato un appello in Europa per chiedere che met? del Recovery Fund sia investito per politiche a favore delle donne: lavoro, diritti, cura, tutela. Partiamo subito da qui.

Elena Grandi