9 provvedimenti per fermare la catastrofe sociale e ambientale

9 provvedimenti

La crisi di Governo in corso, che ha portato alle dimissioni del Presidente del Consiglio Draghi, è la logica conclusione di una maggioranza eterogenea, composta da forze politiche culturalmente e politicamente distanti tra loro.

Abbiamo avuto una prova di questa distanza su provvedimenti come la riforma del catasto, sulla proposta (giusta) di un contributo di solidarietà sui redditi più alti per affrontare la crisi economica e sociale, proposte bloccate nel Governo dalla Lega e Forza Italia.

Anche nel campo dei diritti civili questa maggioranza non è in grado di dare risposte a problemi urgenti come lo ius scholae, i diritti delle persone LGBTQI+, la cannabis e il fine vita. Anche questi provvedimenti sono stati bloccati da una destra illiberale, sovranista  e xenofoba.

Di fronte alle politiche sul clima, il Governo, attraverso i suoi Ministri, in particolare Cingolani e Giorgetti, ha ostacolato la transizione ecologica: a parole, con una campagna di paura, arrivando a definire la transizione ecologica “un bagno di sangue”, e, nei fatti, chiedendo lo stop, in Consiglio europeo, al piano UE Fit for 55 e penalizzando le energie rinnovabili.

Né le cose sono andate meglio dal lato delle politiche sociali, come dimostrano una riforma fiscale iniqua, a misura dei redditi più alti, e l’assenza di qualsiasi provvedimento strutturale a favore dei lavoratori e dei settori sociali più fragili.

Europa Verde-Verdi e Sinistra Italiana, a distanza di pochi mesi dallo scioglimento naturale della legislatura e dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento, sono impegnate a costruire proposte programmatiche che diano risposte alle emergenze legate alla giustizia sociale e climatica. Sottoporremo queste proposte all’attenzione delle forze del centro sinistra per verificare se ci sono le condizioni per costruzione un’alleanza comune.

I nostri parlamentari rimarranno all’opposizione così come lo sono sempre stati, non saremo noi a determinare il futuro di questa maggioranza.
Ma sono urgenti alcuni provvedimenti per fermare la catastrofe sociale che si prefigura realizzarsi a fine estate. Sentiamo il dovere, per il bene del Paese, di segnalare con forza l’immediata adozione di questi provvedimenti.

  1. Mettere un tetto al prezzo del gas e dell’energia per almeno 24 mesi, riportandoli alla situazione di luglio 2021 per evitare il fallimento di migliaia di PMI e l’aumento della povertà sociale.
  2. Portare al 100% il prelievo degli extraprofitti generati dalla speculazione sul prezzo del gas, destinando gli introiti a imprese e famiglie.
  3. Sbloccare le autorizzazioni per 150GW di impianti di energie rinnovabili e puntare a coprire l’80% del fabbisogno energetico nazionale con le rinnovabili. Purtroppo, il Ministro Cingolani ci sta rendendo dipendenti al gas per i prossimi decenni, con un costo maggiore del 40% rispetto al prezzo del gas attuale. Riteniamo, quindi, urgente la presentazione di un Piano energetico serio.
  4. Approvare il Piano di adattamento climatico bloccato al MITE.
  5. Aumentare gli investimenti sul trasporto pubblico e rendere gratuiti i trasporti locali e regionali per un anno, contestualmente rendere più vasto il ricorso allo smart working.
  6. Ridurre immediatamente l’area del precariato, limitando a poche e circoscritte causali i contratti a termine e cancellando misure come il contratto a chiamata.
  7. Disporre un contributo di solidarietà a carico dei patrimoni superiori ai 5 milioni di euro.
  8. Introdurre un salario minimo di almeno 10 euro l’ora e rafforzare la contrattazione collettiva, anche con l’adozione di una legge sulla rappresentanza.
  9. Introdurre una forma di adeguamento automatico dei salari per fare fronte all’impennata dell’inflazione e garantire per via fiscale una mensilità aggiuntiva ai lavoratori con redditi inferiori ai 35.000 euro; adottare provvedimento per fermare delocalizzazioni.

Questi provvedimenti sono urgenti per prevenire e ridurre gli effetti di una drammatica crisi sociale che è legata anche alla crisi climatica che sta per abbattersi sul nostro Paese, a una guerra drammaticamente in corso e alla recrudescenza pandemica. Se ci saranno le elezioni anticipate siamo pronti al confronto per un programma di governo che metta al centro giustizia sociale e ambientale.

 

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