Automotive: Calenda ha le stesse posizioni della destra, una vergogna

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Durante la scorsa legislatura europea, sono state tantissime le opposizioni a norme più stringenti rispetto agli standard di CO2 per le auto. Le motivazioni erano le stesse che oggi ha tirato fuori Calenda: la presunta incapacità del settore automotive nel riconvertirsi per tempo. Invece abbiamo visto e poi constatato l’esatto contrario: ai produttori si sono aperte nuove prospettive di mercato e le vendite di veicoli elettrici crescono di anno in anno. Calenda ha capito di essere nel 2022?

Lo domandano i co-portavoce di Europa Verde, Eleonora Evi ed Angelo Bonelli. Calenda parla di posizioni ideologiche quando l’ideologia è solo sua, o magari di chi sostiene le sue campagne elettorali. Probabilmente sarà il caldo ma vogliamo ricordargli che, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, in Italia, lo smog causato dal motore termico provoca ogni anno circa 56 mila decessi e danni economici e sociali per decine di miliardi di euro l’anno. Sui biocarburanti.

Puntare sull’auto elettrica, come stanno facendo tutti i Paesi europei e come previsto nel piano Fit for 55 attualmente in discussione al Parlamento Europeo, non è una velleità ecologista ma un’emergenza sociale sanitaria, ambientale, climatica ed economica. È un elemento di grande innovazione industriale e tecnologica che non danneggia l’automotive ma che aiuta il settore a rilanciarsi creando nuovi posti di lavoro, a patto che ci sia la capacità di governare questo processo di cambiamento e trasformazione. Spiace constatare che ormai le posizioni di Calenda in materia di ambiente e di industria sono identiche a quelle della Lega di Salvini: dal nucleare allo stop al Fit for 55 e ad altri aspetti peculiari della conversione ecologica, – concludono Evi e Bonelli, – di fatto, sta diventando un doppione del leader della Lega.