Stato di Diritto. La Commissione difenda i principi fondanti dell’UE

Stato di diritto

“Da quando il partito di destra ‘Diritto e Giustizia’ è salito al potere in Polonia, ha sistematicamente minato la libertà del sistema giudiziario, mentre il governo polacco attacca i diritti delle donne, delle comunità LGBTQI, delle minoranze e dei rifugiati. Analoghi tentativi di minacciare le libertà fondamentali si ripetono in Slovenia, Repubblica Ceca, Romania, Grecia e Malta. Tutto questo deve finire” – dichiara l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde.

“Il rispetto dei diritti fondamentali – aggiunge – è una condizione imprescindibile per l’adesione all’UE, pertanto è necessario che i fondi europei vadano a beneficio dei cittadini, non dei leader corrotti. Per questo motivo reiteriamo il nostro appello alla Presidente Ursula von der Leyen affinché la Commissione, che si riunisce proprio questo pomeriggio, svolga il ruolo di custode dei trattati europei che le compete, difendendo i valori fondanti della democrazia e dello Stato di diritto.

Non è accettabile che i leader autocratici continuino a ricevere i finanziamenti dell’UE, senza condizioni. La lotta all’abuso e alla corruzione del bilancio europeo deve essere una priorità assoluta, perché se fermiamo i finanziamenti ai governi che li sfruttano per minare lo Stato di diritto possiamo arginare un’ulteriore deriva democratica di Polonia e Ungheria”.

“Chiediamo alla Presidente Von der Leyen – prosegue Evi – di attivare immediatamente il meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto nei confronti della Polonia per sospendere i finanziamenti dell’UE fino a quando il governo polacco minerà lo Stato di diritto e, più specificamente, l’indipendenza della magistratura. Nel caso dell’Ungheria, il meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto deve essere applicato in modo più esteso. Inoltre, finché permangono pericoli per lo Stato di diritto, la Commissione europea non deve dare il via libera ai piani di ripresa dei governi ungherese e polacco. La nostra casa europea deve essere una dimora democratica e libera, non luogo di corruzione, privilegi e iniquità” – conclude l’eurodeputata.