Sesto pacchetto di sanzioni. Basta con i veti di Orban, serve un tetto al prezzo del gas

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“È ora di dire basta ai ricatti di Orban, che hanno condizionato il pacchetto di sanzioni UE alla Russia, per questo è quanto mai urgente eliminare il potere di veto all’interno del Consiglio. Ma soprattutto manca la questione principale: non aver trovato un accordo sul tetto al prezzo del gas comporterà un ulteriore aumento delle bollette, insostenibile per i cittadini, determinando una vera e propria macelleria sociale,” così in una nota stampa i co-portavoce nazionali di Europa Verde, Eleonora Evi ed Angelo Bonelli, a commento del sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, deciso nella notte dal Consiglio europeo.

“La decisione di fermare le importazioni di greggio dalla Russia solo via mare, escludendo l’oleodotto Druzhba, che rifornisce Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, e solo dalla fine dell’anno, di fatto riduce le importazioni di petrolio dalla Russia in Europa del 90%: un compromesso al ribasso a causa del veto posto da Orban,” aggiungono.

“La necessità di diluire la portata di questo accordo a causa dell’opposizione di un Paese che di democratico ha solo la parvenza, la dice lunga sull’urgenza di rivedere i Trattati, ma anche sulla miopia non solo delle politiche degli ultimi decenni, che ci hanno legati a filo doppio a dipendere energeticamente da paesi autocratici, ma anche sulla cecità delle misure attuate in questi giorni dal nostro Governo, che continua a puntare sulle fonti fossili, trascurando l’enorme potenzialità delle rinnovabili. Cosa aspetta il nostro Governo a porre un tetto sul prezzo del gas? Come se non bastasse, l’Italia continua a favorire i grandi colossi Oil&gas, i cui extra-profitti miliardari vengono tassati solo di un ridicolo 25%, invece di essere totalmente restituiti ai cittadini, a cui spettano di diritto. Un furto legalizzato sulla pelle delle famiglie e delle imprese italiane. Mentre sulle rinnovabili tutto tace,” concludono Evi e Bonelli.