Le sentenze emesse dalla Corte europea dei diritti umani (Cedu), che ha pronunciato quattro nuove condanne nei confronti dello Stato italiano a causa delle emissioni dell’Ilva responsabili di mettere a rischio la salute dei cittadini, evidenzia una volta di più il dramma che attanaglia il popolo tarantino”. Lo dichiara in una nota il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli.
“Quanto emesso dal Cedu condanna gran parte della classe politica che, per anni e con 12 decreti Salva-Ilva, ha sospeso i diritti costituzionali della popolazione tarantina senza risolvere nulla, cercando unicamente di garantire la continuita’ produttiva a una fabbrica che ha continuato a inquinare e a mietere vittime”.
“Mentre Strasburgo continua a condannare l’Italia e l’operato della sua classe politica, a Taranto si continua a morire. Parla da se’ il triste primato della piu’ alta incidenza di malattie tumorali tra i bambini: indagini epidemiologiche hanno evidenziato come, rispetto alla media regionale, il 50% dei bambini tra 0 e 15 anni si ammalasse di tumore e, di questi, il 21% non sopravvivesse alla malattia”, sottolinea Bonelli. “Di fronte a questo dramma c’e’ un’unica soluzione che riteniamo attuabile per ex Ilva: la riconversione industriale che consentirebbe la bonifica, la salvaguardia della salute di lavoratori, bambini, donne e uomini di Taranto e il mantenimento dei posti di lavoro. I tarantini non posso piu’ aspettare: e’ urgente garantire sin da subito un futuro alle giovani generazioni, che hanno gia’ pagato abbastanza”, conclude il co-portavoce.


