“Il Ministro Giovannini, che prima di sedere al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti si diceva contrario al Ponte sullo Stretto di Messina, oggi ha dichiarato che il Ponte sullo Stretto verrà finanziato con soldi pubblici, l’ennesimo studio di fattibilità per la realizzazione dell’opera, continuando a mantenere in vita un carrozzone ormai anacronistico, che è già costato 300 milioni di euro per dipendenti, gare e appalti vari; cifra a cui rischiamo di dover aggiungere altri 700 milioni per il contenzioso con la ex-Impregilo, società che durante il governo Berlusconi aveva vinto il bando per realizzare l’opera”.
Così, in una nota, Angelo Bonelli e Eleonora Evi, coportavoce nazionali di Europa Verde, che proseguono: “Reagire alla complessità della drammatica situazione che stiamo vivendo con un’ingiustificata corsa al riarmo, con la creazione di basi militari nei parchi, con l’aumento dell’uso di pesticidi chimici, con l’incremento delle produzioni agricole utilizzando anche superfici destinate alla natura e con il Ponte sullo Stretto è folle e ammazza la transizione ecologica così faticosamente costruita a livello europeo. Questa visione non rispecchia la nostra idea di Paese che, al contrario, è rivolta a mettere al centro i temi della giustizia ambientale e della giustizia sociale”.
“Mentre in tutta Europa, e in special modo in Italia, stiamo toccando con mano gli effetti drammatici della crisi climatica e ambientale, il Governo continua a incentivare il trasporto su gomma che contribuisce ad aumentare le emissioni di CO2. Ogni risorsa, ogni singolo euro dovrebbe essere utilizzato per mitigare il rischio di desertificazione a cui la Sicilia è particolarmente esposta, per combattere il consumo di suolo e le emissioni di carbonio. Di fronte ai soliti annunci del Governo, – concludono Bonelli ed Evi, – noi non staremo con le mani in mano: faremo tutto il possibile per arrestare la corsa del Governo al ponte sullo Stretto di Messina”.


