Eni, inchiesta petrolio, le istituzioni rinunciano a controlli

Eni

Apprendiamo, non senza stupore, la notizia che Eni è stata condannata in Basilicata per inquinamento ovvero per smaltimento illecito dei rifiuti in relazione al centro oli di Viggiano (Potenza).

Ad appesantire la posizione è  il fatto che inoltre contro la società è stata decisa la confisca di 44 milioni di euro. Questa è la dimostrazione che in Italia, purtroppo e meno male, l’autorità giudiziaria si sostituisce all’inazione delle istituzioni che rinunciano ad effettuare i controlli contro chi inquina e viola la legge. Questa è la dimostrazione che la politica si riempie la bocca di transizione ecologica ma poi agisce in maniera completamente contraddittoria è data anche dall’incredibile fatto che in questi giorni la Giunta regionale della Basilicata, attraverso l’assessore Rosa, non ha applicato l’art. 29 decies, comma 9 lett. B del codice dell’ambiente dopo le accertate e ripetute violazioni dell’Aia da parte di un’altra societa’ petrolifera, la Total, nonostante ad oggi le cause dei fenomeni di sforamento dell’inquinamento per diverse sostanze come accertato da Arpab, mentre la Regione si affida ad un piano di “affidabilità” della stessa Total.

Per quanto riguarda Eni ci sara’ qualche dirigente che pagherà o continuerà ad essere premiato dalla politica? Lavoriamo per una vera transizione ecologica perché il petrolio è il Medio Evo.

Angelo Bonelli e Donato Lettieri