Legge elettorale, Zanella: porterà ad un parlamento mascolinizzato

“La sfiducia è un atto che riguarda la sua stessa maggioranza, Meloni si vanta della longevità del suo governo ma è costretta a ricorrere ad un voto che umilia prima di tutto i suoi alleati. Tra i suoi record sicuramente c’è quello di aver tentato di trasformare l’assemblea decidente in una cinghia di trasmissione delle sue scelte, luogo di finzioni della democrazia: infatti, l’iter di questo ddl è stato un continuo intrallazzo per cercare di accontentare i partiti suoi alleati che in un primo voto avevano affossato la legge, confezionata su misura su di sé, per tentare di non mollare il potere che ritiene di aver avuto per grazia ricevuta! Dice Meloni che lo fa per garantire stabilità al paese: ma che generosa! No grazie, il paese esce dopo quattro anni di suo governo a pezzi. Sono tanti i motivi per cui non voteremo questa fiducia: volete far rientrare in campo il premierato, sbarrate la strada a chi non è già in parlamento, e poi per la scandalosa noncuranza di Meloni per le sue simili, visto che ha ignorato l’esigenza di equilibrio di rappresentanza tra uomini e donne: con questa legge si va verso una ulteriore mascolinizzazione delle Camere, perché la percentuale di donne elette, oggi al 33,6%, sarà sicuramente minore. Oltre a tutto questo voteremo No alla fiducia perché vogliamo che questo Governo vada a casa, ha fatto troppo danni al paese”.
Lo ha detto la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella, intervenendo in Aula sulla fiducia posta dal Governo sul voto alla legge elettorale.