Sulle bollette abbiamo già presentato un’interpellanza parlamentare dopo aver denunciato che lo sconto del 30% annunciato da Eni Plenitude veniva applicato dopo un aumento delle tariffe, riducendo drasticamente il risparmio effettivo rispetto a quello pubblicizzato. Ora accade qualcosa di analogo sui carburanti: terminato il taglio di 6 centesimi delle accise deciso dal governo, il gasolio Eni passa da 2,19 a 2,25 euro e la benzina da 1,99 a 2,05. Eni sostiene che il price cap resta, ma precisa che non assorbe il ritorno delle tasse.
È una presa in giro. Meloni utilizza la più grande partecipata dello Stato per costruire operazioni di propaganda mentre famiglie e imprese continuano a pagare energia e carburanti a prezzi altissimi. I profitti delle compagnie non si toccano, le tasche degli italiani invece sì.
Il governo smetta con gli annunci: servono un vero tetto ai prezzi dei carburanti, trasparenza sulle offerte energetiche e un intervento serio sugli extraprofitti. Famiglie e imprese non hanno bisogno di sconti fantasma e tetti mobili, ma di pagare meno bollette e carburanti.»
Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.


