Terremoti, Zanella: istituire fondo vittime, Governo convinca Mario Sanna ad interrompere sciopero della fame

Roma, 25 giu. – “Chiediamo di istituire un fondo per i familiari delle vittime di calamità naturali sul modello di quello istituito dopo il terremoto in Friuli e in Irpinia, nel 1976 e nel 1980”. Lo chiede la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella in una interrogazione alla Presidente del Consiglio e ai Ministri per la Protezione civile e dell’Economia. Zanella quale ricorda che “all’indomani del sisma in Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria del 2016 la macchina dell’emergenza si è messa in moto con una serie di iniziative volte a ristorare la popolazione colpita, stanziando ad oggi oltre tredici miliardi di euro per la ricostruzione delle case, il ripristino delle attività commerciali, la ripresa delle aziende agricole del territorio oltre alla ricostruzione di chiese ed edifici pubblici. Da questi interventi però sono stati esclusi sostegni ai familiari delle vittime. Il signor Mario Sanna, presidente dell’associazione “Il sorriso di Filippo”, padre di Filippo, vittima del terremoto del 2016 a soli 22 anni – sostenuto dal Comitato “Noi 9 ottobre” che raccoglie più 150 associazioni di vittime, associazioni per la tutela della sicurezza e della salute – ha posto più volte il problema a tutti i livelli istituzionali ed è stato audito anche in VIII^ Commissione della Camera nel 2020. Sebbene più voci ne riconoscano la piena legittimità, a dieci anni dal terremoto nulla è stato fatto, e i diversi emendamenti presentati al fine di prevedere un fondo per i familiari delle vittime di calamità naturali finora sono stati sistematicamente bocciati dal Governo. Mario Sanna si è rivolto alla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) la quale, non esprimendosi sulla legittimità della richiesta, ha rigettato il ricorso rimandando ai diversi gradi di giudizio in Italia prima di poter intervenire. Sanna ha perciò avviato dal primo di giugno il suo quarto sciopero della fame avendo interrotto i precedenti di fronte a promesse mai mantenute (12, 21 e 44 giorni di sciopero). Oggi rischia la propria vita: chiediamo che il Governo intervenga con un atto di giustizia e istituendo finalmente un fondo. Basterebbe dunque rifarsi alle leggi varate in occasione delle sciagure in Friuli e Irpinia per concedere il contributo alle famiglie delle vittime del sisma del 2016, sarebbe sufficiente un plafond di qualche decina di milioni per elargire inizialmente il contributo, trasformandolo poi in uno strumento regolato per legge ad uso dei futuri eventi calamitosi”, conclude Zanella.