Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo a Omnibus su La7.
«Uno degli elementi che può unire il centrosinistra è la costruzione di una politica europea di difesa comune. Un percorso che rafforza l’autonomia dell’Europa e rappresenta anche una risposta alla pretesa degli Stati Uniti di imporre i propri modelli e le proprie industrie degli armamenti».
«I dati del SIPRI ci dicono che nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto il record di 2.888 miliardi di dollari. Ci avevano detto che più armi avrebbero garantito più pace, ma i conflitti sono aumentati».
«Per questo diciamo no all’obiettivo del 5% del PIL per le spese militari. È un impegno insostenibile. Bisogna uscire dall’ipocrisia e investire invece in una difesa europea comune, senza sacrificare sanità, welfare e salari».
«La competizione decisiva del XXI secolo non si gioca sugli armamenti, ma sulla capacità industriale, tecnologica e scientifica dell’Europa».


