«Con una precisione da orologio svizzero, Matteo Salvini non ha nemmeno atteso la conversione in legge del decreto e ha già provveduto a piazzare uno dei suoi uomini. La nomina dell’architetto Felice Squitieri a commissario straordinario per il Piano Casa è l’ennesima dimostrazione di come la destra utilizzi le istituzioni per occupare posti di potere e distribuire incarichi agli amici di partito.
Squitieri, oltre ad essere stato coordinatore romano della Lega e responsabile Energia del partito nel Lazio, potrà percepire come commissario straordinario del Piano Casa un compenso fino a 655 mila euro in diciotto mesi. A questo si aggiunge il compenso previsto per il subcommissario. In totale, commissario e subcommissario arriveranno a costare ai cittadini circa un milione di euro.»
Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde nel suo intervento in Aula alla Camera dei Deputati.
«Ma non finisce qui il decreto prevede un altro commissario , come previsto dall’art.9, per i piani integrati che avrà un compenso analogo al precedente. Il fatto grave è che il decreto prevede solo 2 milioni di euro per i morosi incolpevoli meno di quanto Salvini spende per gli stipendi dei suoi commissari. Per sostenere migliaia di famiglie che rischiano lo sfratto si trovano solo 2 milioni, mentre per i commissari e subcommissari si spendono oltre 2 milione di euro. Un’ofiosa iniquità che racconta perfettamente cos’è la destra italiana.»
«È tutto formalmente legittimo, certo. Ma esiste una questione politica e istituzionale enorme. Salvini non ha avuto nemmeno il pudore di attendere che il Parlamento completasse l’esame del provvedimento. Ha nominato il commissario prima della conversione definitiva del decreto, dimostrando ancora una volta quale considerazione abbia per il ruolo del Parlamento.»
«Questa è la Lega di Salvini: mentre milioni di cittadini fanno i conti con affitti insostenibili, sfratti e salari insufficienti, il governo distribuisce incarichi e compensi d’oro agli uomini di partito. Altro che Piano Casa: siamo di fronte all’ennesimo piano poltrone costruito sulle spalle di chi una casa non riesce più a permettersela. Queste nomine sono il salario minimo di Salvini», conclude Bonelli


