G7, Bonelli: Meloni in fila da Trump, la presa di distanza era una finta

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“Era tutta una finta. La presunta presa di distanza di Giorgia Meloni da Donald Trump è durata il tempo di qualche titolo di giornale. Incredibile vedere al G7 la premier fare la fila per parlargli e poi rivendicare che ‘siamo sempre stati amici’. Una fotografia chiarissima della subalternità del governo italiano”.

Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

“Meloni oggi parla di convergenza con Trump. Ma convergenza su cosa? Con un presidente che si crede padrone del mondo che ha attaccato il Papa, che disprezza il diritto internazionale, che considera l’ONU un intralcio e che vuole imporre all’Italia il 5% del PIL in spese militari. Significa portare il nostro Paese dentro una corsa al riarmo che gli italiani pagheranno con meno sanità, meno scuola, meno welfare e meno risorse contro la crisi climatica. Trump sta costruendo un ordine mondiale fondato sulla forza militare e sulla legge del più forte. E Meloni, invece di difendere l’interesse nazionale e il ruolo dell’Europa, si mette in coda e applaude”.
“Con Giorgia Meloni l’Italia è il Paese che dice sì a tutto quello che chiede Trump. Servirebbe una politica estera fondata sulla pace, sulla diplomazia e sul diritto internazionale. Meloni invece sceglie la fedeltà a Trump. È una scelta grave e pericolosa”, conclude Bonell