“A 34 anni dalla strage mafiosa di Capaci, dove persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della Polizia di Stato Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è più che mai necessario che la memoria si traduca in coerenza politica. Ricordare chi ha lottato contro la mafia senza ipocrisia significa rafforzare il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine, non ridurre le intercettazioni ed eliminare reati come l’abuso d’ufficio”.
Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:
Le vittime della mafia sono eroi civili della nostra Repubblica e democrazia. Onorarle davvero significa dotare lo Stato degli strumenti per continuare la loro battaglia, non smontarli pezzo per pezzo.
La riduzione drastica dei finanziamenti per le intercettazioni, l’aver definito il trojan—strumento investigativo che ha consentito l’arresto di Matteo Messina Denaro—una “porcata”, come ha fatto in passato il ministro Nordio, e l’aver limitato per legge le intercettazioni a 45 giorni anche per reati gravi come la corruzione e l’estorsione, contigui all’attività mafiosa, rappresentano un’autostrada per la criminalità organizzata.
Ricordare Capaci deve essere un impegno di tutti noi, 365 giorni l’anno.” Conclude Bonelli.


