«Devo dire che il governo sta cominciando a cambiare posizione. Dopo il famoso incontro di Parigi tra Merz, Starmer e Macron, quando fu lanciata l’idea del cosiddetto “quartetto”, Giorgia Meloni si è poi sganciata parlando della necessità di agire sotto l’egida dell’ONU: una posizione che condividiamo».
Così Angelo Bonelli intervenendo alla trasmissione Agora su Rai3
commentandone le audizioni in corso alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
«Oggi si parla di pace duratura ed è evidente che sarebbe stato irresponsabile mandare le nostre navi mentre è in corso un conflitto. Sarebbe stato un aiuto alla guerra criminale di Netanyahu e Trump. Questa è la loro guerra: una guerra fatta nel nome non della democrazia e dei diritti umani, ma degli interessi dei signori della guerra, del petrolio e di chi vuole continuare a bombardare il popolo palestinese, provocando milioni di profughi tra Palestina e Libano».
«L’azione di sminamento dello Stretto di Hormuz può essere un’operazione importante, perché eliminare ordigni e armi significa salvare vite umane. Ma deve avvenire con il coinvolgimento delle Nazioni Unite, dentro una cornice di pace duratura e di ricostruzione del diritto internazionale».
«Trump, Netanyahu e Putin hanno contribuito in questi anni alla demolizione del diritto internazionale e l’Italia, purtroppo, a Trump un aiutino in questa direzione lo ha dato», conclude Bonelli


