Governo dei privilegi: Di Foggia buonuscita da 7,5 milioni, Descalzi stipendio a 15 milioni, schiaffo agli italiani. Questa è la destra che governa l’Italia

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«È inconcepibile che la presidente del Consiglio chieda a Giuseppina Di Foggia di scegliere tra andare all’Eni o incassare una buonuscita da 7,5 milioni di euro da Terna. Ma è ancora più grave che l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, appena riconfermato, chieda un aumento dello stipendio fino a 15,4 milioni di euro l’anno.

Il proxy advisor ISS ha già invitato gli azionisti a votare contro questa proposta, giudicando eccessivo l’aumento della retribuzione. Eppure il governo continua a difendere un sistema di privilegi mentre milioni di italiani fanno i conti con stipendi tra i più bassi d’Europa e con oltre 5 milioni di persone che rinunciano alle cure per le liste d’attesa o per mancanza di risorse.

Siamo di fronte a una gestione delle partecipate pubbliche che non ha più alcun legame con la realtà del Paese. Serve introdurre un tetto agli stipendi dei manager pubblici: non è accettabile che chi guida aziende controllate dallo Stato percepisca compensi milionari mentre cresce la disuguaglianza sociale.

La vicenda di Giuseppina Di Foggia, considerata vicina ad Arianna Meloni, è emblematica: invece di essere accompagnata alla porta, viene messa nelle condizioni di ricevere compensi fuori da ogni logica. Questo è il volto di una destra che tutela pochi privilegiati e ignora le difficoltà reali degli italiani».

Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.