“Ogni operaio che non torna a casa a fine turno è una sconfitta per lo Stato e per ciascuno di noi, e purtroppo anche oggi è successo che due giovani operai, di appena 20 e 30 anni, hanno perso la vita a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. La strage sul lavoro purtroppo continua, dal 1° gennaio 2025, in Italia sono morti 873 lavoratori, di cui 621 sul posto di lavoro, con una media di una morte ogni 6 ore, lo attesta l’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro. Centinaia di vite spezzate e migliaia di feriti: non è fatalità, è mancata prevenzione. Per questo chiediamo subito una Procura Nazionale del Lavoro che coordini indagini e assicuri pene certe, perché la sicurezza non può dipendere dal capriccio di competenze frammentate.”
Scrive in una nota Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa verde e esponente di AVS, che spiega:
“Ma la giustizia, da sola, non basta. Pretendiamo che ogni cantiere e ogni stabilimento sia dotato di piani di sicurezza digitali, aggiornati in tempo reale e accessibili agli ispettori con un semplice QR code. Vogliamo un piano straordinario di assunzioni di tecnici della prevenzione, formazione obbligatoria e continuativa pagata dalle imprese, e un sistema di patente a punti che sospenda chi viola le regole: chi non investe in sicurezza non può continuare a guadagnare sul rischio altrui.”
“Infine, proponiamo un Fondo nazionale per le famiglie delle vittime, finanziato dalle sanzioni elevate alle aziende inadempienti: lo Stato deve farsi carico non solo del dolore, ma anche del futuro dei figli rimasti senza un genitore. Lo ripeterò finché servirà: la crescita non vale una vita umana. Se il Paese vuole dirsi civile, trasformi queste parole in atti concreti, oggi, non dopo la prossima sirena d’ambulanza.” Conclude


