“Ancora una volta Matteo Salvini sceglie lo slogan facile invece del buon senso. Equiparare i reati dei minorenni a quelli degli adulti non è giustizia: è propaganda securitaria sulla pelle dei ragazzi.
Un sedicenne di oggi, per quanto “più maturo” a detta di Salvini, resta una persona in formazione. Fingere che basti far calare il codice penale come una ghigliottina per risolvere la violenza giovanile significa negare decenni di studi pedagogici e criminologici — ma soprattutto sottrarsi alle proprie responsabilità di ministro: garantire scuola, servizi sociali, sport, cultura e ascolto, non soltanto carceri e processi.”
Spiega Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente AVS, che prosegue:
“La Lega cita il caso di Giogiò Cutolo e presenta tre proposte di legge “di buon senso”. In realtà, sono tre bandierine elettorali: più pene, più censura, un garante che serve soltanto a fare titoli. Nessuna parola sulle periferie abbandonate, sulle famiglie in difficoltà, sui quartieri senza centri giovanili; zero risorse per prevenire il disagio che alimenta le baby‑gang. Punire è facile e fa notizia; prevenire richiede impegno, competenza e investimenti — tutto ciò che Salvini preferisce ignorare.”
“Chi governa ha il dovere di educare, non di arrendersi al desiderio di vendetta. Se lo Stato rinuncia ad accompagnare i minori nel loro percorso di crescita, consegna il Paese a un futuro più insicuro, non più sicuro.
I ragazzi vanno sostenuti, non trasformati in capri espiatori per la campagna permanente della Lega.” Conclude


