“Tajani è capace solo di dire parole, parole, parole. Anche quando l’esercito israeliano apre il fuoco contro una delegazione diplomatica internazionale che comprendeva il vice console italiano, Alessandro Tutino. Nemmeno di fronte a colpi d’arma da fuoco contro un rappresentante dello Stato italiano, il governo Meloni trova il coraggio di richiamare l’ambasciatore italiano. Viene da chiedersi se questo silenzio complice derivi dal fatto che il nostro Paese ha affari con Israele: forse per la cybersicurezza nazionale appaltata a imprese israeliane, a partire dal software di spionaggio Paragon. Forse perché gli israeliani sanno chi sono gli spioni italiani? La verità è che siamo succubi del governo Netanyahu, anche quando vengono colpiti i nostri diplomatici. È una vergogna nazionale e una resa politica. Il governo italiano ha il dovere di richiamare immediatamente l’ambasciatore. Basta complicità, basta subalternità”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.


