“In un’interrogazione parlamentare al ministro della Difesa Crosetto, ho chiesto di consegnare al Parlamento l’elenco delle società albanesi a cui sono stati assegnati lavori in affidamento diretto e delle subappaltatrici per 60 milioni di euro, per la realizzazione dei due centri per immigrati in Albania. La notizia sui 60 milioni di euro di affidamenti diretti è stata pubblicata oggi dal quotidiano Il Domani. I centri, secondo il protocollo Italia-Albania, sono considerati territorio italiano e quindi devono essere sottoposti alle procedure italiane ed europee di affidamento dei lavori.”
Scrive in una nota il portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e sinistra Angelo Bonelli, che spiega:
“Tra cinque anni avremo investito circa un miliardo di euro in un progetto, due centri di accoglienza per migranti, che forse dovremo restituire. È già successo nel 2002, quando il ministro della Giustizia Roberto Castelli aveva concordato con il governo di Tirana la costruzione di un carcere, al costo di 7 milioni di euro. Serviva per trasferire lì 300 detenuti albanesi che si trovavano nelle nostre carceri. Tuttavia, una volta conclusa l’opera, ci siamo trovati di fronte a una sorpresa: prima del collaudo si è scoperto che gli albanesi avevano già inserito nel carcere, costruito da noi, i loro detenuti. In pratica, abbiamo costruito loro un carcere gratis senza alcun beneficio per noi. Secondo Transparency International, l’Albania è il Paese più corrotto dell’area europea. Il ruolo della mafia albanese è molto forte, come documentato dall’inchiesta di Report su Rai 3.”
“È urgente – prosegue l’ecologista – che il governo renda pubblici gli elenchi delle società albanesi e non, che hanno beneficiato degli affidamenti diretti per un totale di 60 milioni di euro, e di conoscere le ditte che hanno lavorato in subappalto per queste affidatarie. Chiedo di sapere chi sono gli operai che hanno lavorato alla realizzazione dei centri per migranti e con quali contratti sono stati assunti. Chi ha controllato le procedure di assunzione e verificato che non vi fossero condizionamenti legati ai clan?”
“Vogliamo sapere chi sono queste società e capire se ci sono condizionamenti da parte della politica albanese, per fugare ogni dubbio. I nostri organi di controllo, a partire dal Parlamento e dalla Commissione parlamentare antimafia, devono svolgere gli opportuni controlli e rendere pubblici i documenti.” conclude


