“Il decreto sull’ambiente approvato dal governo è disastroso. Blocca l’eolico off shore togliendolo dalle procedure di semplificazione VIA l’autorizzazione di questi impianti, autorizza le trivellazioni persino davanti al Delta del Po e dà priorità a progetti energetici di interesse strategico, compreso il nucleare. Il Governo frena le energie rinnovabili mentre accelera trivellazioni e nucleare, confermando di voler fermare la transizione energetica. Nonostante la retorica sulla transizione ecologica, non ha approvato il piano per le zone idonee alle rinnovabili e blocca tutto con la norma Lollobrigida, mentre concede trivellazioni in aree fragili dal punto di vista idrogeologico”.
Così in una nota il deputato di Avs e portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli, che prosegue:
“La destra al governo vuole il ritorno al nucleare senza chiarire i costi o chi pagherà, mentre il deposito delle scorie non viene autorizzato. Questo decreto non è un piano per la tutela dell’ambiente, che prevede addirittura di usare inerti contaminati per riempire la diga foranea di Genova, è un provvedimento che tutela gli interessi legati alle fonti fossili”, conclude.
“Ve la immaginate Giorgia Meloni che autorizza la Valutazione d’Impatto Ambientale per il ponte sullo Stretto di Messina, nonostante i pareri discordanti tra le amministrazioni dello Stato? È proprio quello che prevede l’articolo 1, comma 1, la norma voluta e inserita, con la ‘manina’ di Salvini, nel decreto ambiente approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Come è noto, la commissione tecnica sulla VIA ha espresso ben 236 osservazioni sul progetto, e alcune autorità dello Stato, come l’INGV, non sono state coinvolte nella valutazione”.
Così in una nota Angelo Bonelli, portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di AVS, che prosegue:
“Sembra il terzo atto delle forzature istituzionali, le cosiddette ‘leggi ad operam’. Esse attribuiscono al Consiglio dei Ministri, organo politico privo di competenze tecniche, la “complessiva valutazione” su questioni di interesse ambientale e sociale, nonché sulla sicurezza strutturale. A cosa servono leggi e approfondimenti sui problemi, quando una riunione tra esponenti politici può decidere su ambiente, sicurezza, espropri, deportazioni, piloni che scivolano su faglie sismiche, e costi astronomici e incontrollati? Questo governo si è assunto la responsabilità di far prevalere la politica sulla scienza, mettendo in secondo piano la sicurezza. Ma la premier è stata informata da Salvini che il progetto prevede che il pilone lato Calabria poggi su una faglia sismica attiva, come indicato dalla cartografia dell’ISPRA. È irresponsabile ciò che ha fatto il governo, prevedendo la stessa procedura anche per le centrali nucleari. Questo esecutivo calpesta le norme a tutela dell’ambiente e marginalizza scienziati e tecnici”, conclude.
Ddl ambiente. Bonelli: sarà il governo ad autorizzare la VIA per il ponte sullo stretto non tecnici e scienziati. La manina di Salvini colpisce
“Ve la immaginate Giorgia Meloni che autorizza la Valutazione d’Impatto Ambientale per il ponte sullo Stretto di Messina, nonostante i pareri discordanti tra le amministrazioni dello Stato? È proprio quello che prevede l’articolo 1, comma 1, la norma voluta e inserita, con la ‘manina’ di Salvini, nel decreto ambiente approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Come è noto, la commissione tecnica sulla VIA ha espresso ben 236 osservazioni sul progetto, e alcune autorità dello Stato, come l’INGV, non sono state coinvolte nella valutazione”.
Così in una nota Angelo Bonelli, portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di AVS, che prosegue:
“Sembra il terzo atto delle forzature istituzionali, le cosiddette ‘leggi ad operam’. Esse attribuiscono al Consiglio dei Ministri, organo politico privo di competenze tecniche, la “complessiva valutazione” su questioni di interesse ambientale e sociale, nonché sulla sicurezza strutturale. A cosa servono leggi e approfondimenti sui problemi, quando una riunione tra esponenti politici può decidere su ambiente, sicurezza, espropri, deportazioni, piloni che scivolano su faglie sismiche, e costi astronomici e incontrollati? Questo governo si è assunto la responsabilità di far prevalere la politica sulla scienza, mettendo in secondo piano la sicurezza. Ma la premier è stata informata da Salvini che il progetto prevede che il pilone lato Calabria poggi su una faglia sismica attiva, come indicato dalla cartografia dell’ISPRA. È irresponsabile ciò che ha fatto il governo, prevedendo la stessa procedura anche per le centrali nucleari. Questo esecutivo calpesta le norme a tutela dell’ambiente e marginalizza scienziati e tecnici”, conclude.


