Cingolani nemico delle rinnovabili insegue il passato

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CINGOLANI NEMICO DELLE RINNOVABILI INSEGUE IL PASSATO

“Cingolani è diventato Ministro della Transizione Ecologica col solo scopo di fermarla. Grillo e il M5S dovrebbero riflettere attentamente sul regalo che hanno fatto alle destre e alla lobby nuclearista appoggiando la sua nomina. Difatti, mentre in tutta Europa si investe in rinnovabili per arrivare a sopperire per il 100% del fabbisogno elettrico nazionale con energie pulite, come stanno facendo Germania e Portogallo, l’Italia ha questo Ministro che, dopo essersi schierato contro il Piano verde UE e contro l’auto elettrica, sta fermando l’installazione delle rinnovabili a tal punto che, nel nostro Paese, viene installato poco più di un GW all’anno. E mentre la Germania sfiora i 20 GW/anno, questo signore si mette a parlare di nucleare, un’energia che, anche al netto dei costi di costruzione delle centrali, ha un prezzo a MWh addirittura maggiore di quello derivante dalla grande speculazione sul gas”.

Così in una nota il co-portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli, esponente dell’Alleanza Verdi Sinistra con la quale è candidato alle prossime elezioni politiche.

“A Cingolani, – prosegue l’ecologista, – la cui visione di futuro è ancora offuscata dal nucleare, vogliamo far notare cosa sta succedendo in Francia dove il Presidente Macron si è visto costretto a ricapitalizzare la EDF in modo da sopperire ai forti debiti e dove i lavori di costruzione della centrale di Flamanville, in Normandia, iniziati nel 2007, dovevano terminare nel 2014 e la cui messa in funzione, invece, avverrà presumibilmente nel 2023, con un costo lievitato a 18 miliardi di euro dai 3,7 miliardi inizialmente previsti”.

“Così come abbiamo chiesto ad altri nei giorni scorsi, chiediamo anche a Cingolani di indicarci dove avrebbe intenzione di prendere il denaro necessario per realizzare le centrali. Installare 40GW di nucleare, come proposto da Calenda e Salvini, costerebbe tra i 280 e i 400 miliardi di euro. Chi paga? Questa campagna di delegittimazione delle rinnovabili condotta dal Ministro della Transizione Ecologica è inaccettabile. Sarebbe opportuno che tutte le forze politiche che guardano a un futuro di innovazione per dare risposte alla crisi climatica, all’aumento del prezzo dell’energia che porta le famiglie alla crisi sociale e le imprese a quella economica, si esprimessero rispetto al ruolo che questo Ministro ha svolto e sta ancora svolgendo. A nostro avviso, – conclude Bonelli, – le sue posizioni, degne figlie della peggiore destra, altro non sono che l’ennesimo tentativo di bloccare la transizione ecologica e le attività ambientalmente sostenibili, condannando inevitabilmente gli italiani a pagare un prezzo altissimo per l’energia elettrica nonostante la possibilità di sfruttare sole e vento, fonti energetiche gratuite”.