“ Per quattro anni il governo Meloni ha ignorato la nostra richiesta di mettere un price cap e di tassare gli extra profitti delle società energetiche consentendo così l’aumento dell’inflazione e delle famiglie in povertà. Praticamente ha consentito il salasso degli italiani nel silenzio. Ogni sconto è sempre il benvenuto, ma l’annuncio di Eni di uno sconto del 30% su luce e gas, pari a circa 8,30 euro al mese, è un’operazione che mira a scongiurare l’adozione di una tassa sugli extraprofitti. Infatti in quattro anni le società energetiche hanno realizzato profitti per 80 miliardi di euro, che hanno portato a incrementi insostenibili delle bollette e 2,8 milioni di famiglie in povertà energetica secondo l’Istat. L’attuale prezzo base di Eni è 163 €/MWh (componente energia) con lo sconto del 30%: cioè 114€/MWh, risparmiando circa 50 €/MWh, cioè 100 euro all’anno (consumatore tipo 2 MWh anno). Un prezzo che rimane il più alto in Europa, 2,5 volte di più della Spagna che ha puntato sulle rinnovabili.
Lo stesso vale per i carburanti: in dodici mesi le società petrolifere hanno realizzato un extra-incasso pari a 4,1 miliardi di euro, calcolando un consumo medio di un miliardo di litri al mese e il prezzo della benzina self alla pompa, passato da 1,61 euro al litro nel settembre 2025 a 2,12 euro nel settembre 2026, al netto dell’incasso dello Stato attraverso l’Iva”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di EV.


