La verità è che alla presidente del Consiglio del funzionamento della scuola non interessa nulla. Gli stipendi dei nostri insegnanti sono tra i più bassi d’Europa. Nel 2025/26 i precari sono 302 mila tra docenti e personale ATA. Il 31,7% degli edifici scolastici ha bisogno di lavori urgenti, percentuale che sale al 45,2% al Sud e al 54,2% nelle Isole. Il 57,2% delle scuole non è mai stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. Solo il 41% è accessibile agli studenti con disabilità motoria e i supporti per le disabilità sensoriali sono rarissimi.
Su tutto questo, dal governo solo silenzio. Le risorse non ci sono, ma per la propaganda si trova sempre spazio.
Ma chi sono questi studenti stranieri? Sono bambini e ragazzi che vivono in Italia, siedono nei nostri banchi, parlano la nostra lingua e vogliono imparare e integrarsi. Molti sono nati qui e sono italiani in tutto tranne che sulla carta. Se lo Stato li esclude o li mette in quota, non risolve nessun problema: crea una generazione di dimenticati, senza istruzione e senza futuro, con un costo sociale che pagheremo tutti. L’integrazione si fa a scuola, non fuori dalla scuola.
La scuola è un diritto fondamentale e una leva di crescita per tutti, non un muro da alzare.
Meloni ha deciso di inseguire la destra neofascista invece di investire in stipendi dignitosi, stabilizzazione dei precari, sicurezza e accessibilità degli edifici. È questa la scuola che serve all’Italia. Con questa destra non è possibile alcuna collaborazione: va mandata all’opposizione».
Così in una nota Angelo Bonelli parlamentare Avs e co-portavoce di Europa Verde


