Riarmo, Bonelli (AVS): «Se vinciamo, stracciamo l’accordo sul 5% del Pil. Quei 498 miliardi alla sanità, ai salari e alla crisi climatica, non alle armi di Trump, Putin e Netanyahu»

Bonelli

«Il vero tema politico di questa fase è il riarmo, e i dati lo confermano con una chiarezza brutale: nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto il record storico di 2.887 miliardi di dollari, in crescita per l’undicesimo anno consecutivo secondo il Sipri. Non è un dettaglio tecnico: è la fotografia di un mondo che, invece di investire in diplomazia, cooperazione e sviluppo, sceglie sistematicamente le armi, alimentando la spirale di guerre che stiamo vivendo, dall’Ucraina al Medio Oriente.

In questo contesto, l’obiettivo NATO del 5% del Pil porterebbe l’Italia dai 45 miliardi di euro attuali a 145 miliardi entro il 2035: più del triplo. Secondo le stime dell’Osservatorio Milex, il percorso verso il 5% costerà complessivamente 498 miliardi di euro in più rispetto a restare al 2%.

Quei soldi non servono alle armi: servono alla sanità pubblica, che va rifinanziata dopo anni di tagli; servono ad alzare i salari, tra i più bassi d’Europa; servono a finanziare la lotta alla crisi climatica, che uccide e devasta il territorio ogni anno di più. Altro che riarmo: è di questo che l’Italia ha bisogno.

Per questo AVS pone un punto dirimente agli alleati: se vinceremo le elezioni, l’accordo sul 5% del Pil va cancellato. Non è una posizione identitaria, è una scelta di responsabilità verso il Paese.

Un’alleanza di centrosinistra non può essere succube della logica della guerra di Trump, Putin e Netanyahu. La vera sfida che abbiamo davanti non è inseguire la corsa al riarmo dettata da altri, ma costruire finalmente una politica di difesa ed estera europea, autonoma e capace di parlare con una voce sola per la pace, non per la guerra.

AVS non arretra su questo punto e lo porrà con chiarezza al centro del confronto nella coalizione».

Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.